RECENSIONE “LE COORDINATE DELLA FELICITÀ ” – Gianluca Gotto

L’autore del libro nelle prime pagine apre al lettore una finestra sulla sua attuale vita, una vita su cui nessuno avrebbe scommesso, vissuta con le proprie regole, libera da ciò che la società ci impone, condivisa felicemente con la sua ragazza Claudia. 

Ma subito Gianluca, racconta il percorso che lo ha portato a realizzare quel sogno in cui lui non ha mai smesso di credere: diventare un nomade digitale. Ciò gli ha permesso di evitare di trascorrere i suoi anni rinchiuso a lavorare tra quattro mura e di poter perciò disporre liberamente della cosa più preziosa che abbiamo: il tempo.


Gianluca è un ragazzo come tanti che appena finito il liceo deve pensare a quale strada scegliere, e opta per quella più consueta ovvero andare all’università, più precisamente sì iscrive alla facoltà di giurisprudenza. Una scelta che non lo convince per nulla, dettata forse dalle opinioni altrui, infatti tutti gli suggeriscono di trovare il lavoro “giusto”, fare tanti soldi, affermando che poi arriva finalmente anche la ragazza “giusta” e via dicendo una casa e un automobile, ma tutto ciò è “giusto” per chi?

Proprio da questa domanda partono i primi dubbi di Gotto, c’è una vocina dentro di lui che gli segnala proprio come la spia del motore della macchina, che la strada che ha scelto lo rende ogni giorno profondamente infelice. Dopo qualche mese decide di compiere il suo primo atto di ribellione, molla l’università e in seguito decide di partire con la sua ragazza Claudia. Quest’ultima decide di mollare un lavoro che non la rende felice e insieme partono per l’Australia.

                                                    L’AUSTRALIA

Da qui inizia l’avventura del nostro protagonista che si ritrova con pochi soldi in tasca a doversi rimboccare le maniche, per arrivare poi a fare lavori diversi, a conoscere tante persone a ritrovarsi di fronte a tante diverse realtà.                            

In Australia dopo qualche notte in un ostello i due ragazzi restano sorpresi dall’ospitalità di un ragazzo del posto che affitta loro una camera e gli consegna le chiavi di casa prima di andare al lavoro, senza tante domande e senza sapere appunto nulla di loro, un gesto di benvenuto che resta impresso nella mente del nostro protagonista, essendo cresciuto in un clima di diffidenza. Gianluca inizia a lavorare nella cucina di un ristorante per ritrovarsi poi a fare il cameriere, ma alla scadenza del visto è purtroppo costretto ad andar via. Decide in seguito di fare un corso di “panificatore” per poter tornare a lavorare in Australia e intraprendere così un mestiere considerato tra i più importante nella terra dei canguri.

                                                    IL CANADA

Dopo essersi concesso un piccolo viaggio con Claudia, decide insieme a lei di cercare lavoro in Canada e con grande sorpresa lo trova in un paio di giorni, ma ahimè non è proprio il lavoro dei suoi sogni. Nella fabbrica dove viene assunto, l’obbiettivo è quello di produrre l’impasto per i vari tipi di prodotti da forno, ognuno ha un suo ruolo, ma già da subito in quel posto freddo e per giunto privo di finestre, Gianluca si accorge di non svolgere nient’altro che un ruolo del tutto meccanico, logorante e privo di fantasia. 

Dopo varie riflessioni si accorge che l’unica cosa che lo trattiene lì è un buon stipendio, ma in questo modo sta sacrificando la cosa più preziosa che esista: il tempo. Non ci mette molto a decidere di licenziarsi, per poi trovare fortunatamente lavoro come pizzaiolo nel ristorante dove la sua ragazza fa la cameriera. Qui le cose si mettono decisamente meglio: Gianluca può “dar vita” a qualcosa da lui creato ed è maggiormente gratificato poiché riceve commenti positivi dai clienti che gustano la sua pizza.

Questa volta però l’universo tira un brutto scherzo ai due ragazzi, che sono costretti ad abbandonare il Canada in seguito a un malore del padre di Claudia, con grande rammarico abbandonano un posto di lavoro che non ritroveranno più. Il padre di Claudia si ritrova ben presto fuori pericolo, ma i nostri viaggiatori si trovano a fare i conti con la realtà: devono trovare una soluzione per poter di nuovo lasciare la triste e grigia Torino.  

Claudia e Gianluca hanno ormai capito di avere la Sindrome di Wanderlust ovvero la malattia di chi vuole sempre viaggiare, ma come fare col lavoro? Con un posto fisso si sa non si può stare sempre in viaggio e viceversa non si può stare sempre in viaggio se non si guadagnano dei soldi.

                                          NOMADE DIGITALE

Insieme decidono di partire per un viaggio precisamente a Lanzarote. Si rivela però essere un viaggio di “fuga” dalla realtà e dai problemi. Ma proprio quel viaggio apre uno spiraglio nella vita del nostro protagonista. Seduto al tavolino di un bar a bere un caffè e a gustarsi un buon libro si ritrova in una piacevole conversazione con un ragazzo che siede vicino a lui, quest’ultimo gli dice di essere un nomade digitale e di non avere perciò una dimora fissa, viaggia per il mondo portandosi dietro un computer portatile e riesce a guadagnare grazie a internet. Questo incontro è l’inizio di una lunga ricerca da parte di Gianluca per poter realizzare anch’essi lo stesso obbiettivo, inizia infatti a candidarsi come articolista a tantissimi siti web ma ottiene risposta dopo più di un anno, quando sta infatti per abbandonare tutto, gli viene comunicato che può iniziare a scrivere qualche articolo per un sito, ma senza retribuzione. In seguito riesce a partecipare a un progetto editoriale e ricevere la sua prima paga: 150 €. Un progetto destinato poi a crescere.

È l’inizio di un lungo percorso che porterà finalmente Gianluca a diventare un nomade e digitale e poter visitare tanti continenti, primo fra tutti la Thailandia. I due innamorati visitano Bangkok e in seguito Chiang Mai per poi fare una capatina a Pai. Claudia nel frattempo è riuscita a costruirsi un business anch’essa da nomade: utilizza materiali di varie stoffe e li ricicla creando zaini molto originali e li vende poi nei vari mercati.

Nelle pagine successive Gotto racconta dei posti visitati insieme alla sua compagna, delle esperienze vissute, della bellezza di ogni posto, dei cibi diversi che hanno potuto gustare, delle persone conosciute in viaggio, e delle tante storie di vita che hanno potuto apprendere. Il sogno di Gianluca finalmente si realizza, libero da un lavoro che lo vincola ad orari prestabiliti, è diventato padrone della sua vita e soprattutto del suo tempo. Da qui nasce il suo bellissimo blog: Mangia Vivi Viaggia.

In questa nuova versione del suo libro, Gianluca aggiunge qualche interessante capitolo e parla più approfonditamente dei momenti che hanno preceduto la sua scelta di cambiare vita e diventare appunto un nomade digitale.

Le coordinate della felicità è un libro speciale, unico, che apre a una realtà completamente diversa da quella in cui siamo cresciuti.                                                                                  

La società, in primis scuola e famiglia, ci hanno cresciuti con l’idea che vi fosse un’unica strada uguale per tutti: studia, prenditi una laurea e trovati un buon lavoro. Ma chi ci prepara a come trovare un lavoro che ci renda felici, che possa aiutarci a tirar fuori le nostre capacità, che ci faccia sentire vivi? Nessuno.

In realtà se fai un discorso del genere alla maggior parte delle persone, ti diranno che è assurdo, che la cosa importante è portare a casa uno stipendio, che è normale vivere una vita di sacrifici, in cui si è frustrati e in cui si è costretti a mettere da parte la propria libertà e i propri sogni.

Gianluca ai miei occhi è un eroe, un ragazzo pieno di coraggio, che ha realizzato un sogno che appariva agli occhi di tutti improbabile. Per un intero anno ha bussato a tante porte finché non ha ottenuto risposte positive. Diciamoci la verità, quasi nessuno avrebbe seriamente provato a fare ciò che lui ha fatto, a cercare un lavoro che possa renderci liberi, che possa farci vivere la vita che desideriamo.

Ovviamente non tutti vogliono scrivere e non devono necessariamente farlo. Infatti l’autore del libro parlando di coordinate della felicità si riferisce a ciò che ognuno di noi ama veramente fare, e viaggiando e ascoltando le storie delle tante persone che ha conosciuto, ha potuto appurare che fare di ciò che si ama un lavoro non è impossibile. In tanti si sono inventati un lavoro, in tanti hanno lottato per non arrendersi a uno stile di vita che li avrebbe portati a morire lentamente, perché se è pur vero che ci hanno insegnato ad inseguire i soldi, non è altrettanto vero che questi possano necessariamente renderci felici.

Consiglio di leggere questo libro perché potrebbe cambiarti la vita, potrebbe sconvolgertela. Leggerai cose che nessuno ti ha mai detto, approderai in un punto di vista completamente nuovo: quello diretto verso la felicità.

Un altro punto importante di cui Gianluca parla è il tempo. Se passi tante ore a fare un lavoro che odi, per poi tornare a casa stanco e non avere né le forze né il tempo da dedicare a ciò ami, puoi dire veramente di aver vissuto? Perché tra vivere e sopravvivere c’è una bella differenza, che potrai scoprire assaporando le pagine di questo imperdibile racconto. Buona lettura!

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  1. Lucia Tabbone Luglio 5, 2020

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