TUTTO È PERFETTO COSÌ COM’È

Tutti i giorni siamo spesso tentati di giudicare ciò che le persone fanno, il modo in cui agiscono, le situazioni che ci si presentano davanti, e giudichiamo persino noi stessi, continuamente. In realtà tutto è perfetto così com’è. Mi spiego meglio, ogni persona agisce in base al suo grado evolutivo, compresi noi, ciò che oggi riteniamo giusto fare, un domani potrebbe sembrarci del tutto errato o comunque lontano dalla nostra natura. Il nostro attuale lavoro, per quanto possa sembrarci brutto, frustrante e mal pagato è in perfetta risonanza con ciò che noi siamo, anche se inconsciamente, e se spesso saremmo tentati di lasciarlo per via di attriti con i colleghi o con il nostro datore di lavoro, ricordiamoci prima, di iniziare un profondo cambiamento interiore, affinché non si ripresentino nuovamente le stesse circostanze anche nel nuovo posto di lavoro. Mai sentito il detto “dovunque vai porti te stesso” ? Bé non potrebbe essere più azzeccato, poiché per quanto ci sforziamo di voler modificare gli altri, siamo noi a dover cambiare. Un continuo sforzo proteso verso una crescita personale, che parte dal voler eliminare le nostre paure, insicurezze, i nostri blocchi interni, porta a un cambiamento della nostra realtà, provare per credere. Quando ci focalizziamo sulla nostra crescita, cambiano le persone che frequentiamo, l’ambiente lavorativo. Può succedere che in seguito a una brutta lite scegliamo di rompere un legame, oppure di lasciare il partner, bé per quanto possa sembrarci triste, è esattamente ciò che doveva accadere, significa che ormai non avevamo più nulla da condividere. Il ruolo che attualmente svolgiamo al lavoro è il più adatto a noi in questo momento, nel momento in cui lavoreremo su di noi, anche esso cambierà. A un nostro cambiamento corrisponderà anche un diverso atteggiamento nei nostri confronti, da parte dei colleghi o del nostro datore di lavoro. Voler cambiare l’esterno è come voler pettinare l’immagine riflessa allo specchio, senza cercare invece di pettinare noi stessi. Anche il nostro attuale stipendio, il nostro conto in banca non sono un caso, ma riflettono l’abbondanza che sentiamo al nostro interno, anche se ci è difficile ammetterlo. Non ci lamentiamo perché un determinato evento è accaduto, ma quell’evento è accaduto perché viviamo di lamentele. Se ci focalizziamo sulla scarsità, sulle disgrazie presenti nella nostra vita, è ciò che continueremo ad attirare nella nostra realtà. Viviamo in maniera del tutto meccanica, non ci osserviamo mai, non siamo mai presenti, non ci focalizziamo mai su ciò che facciamo, su ciò che diciamo, su ciò che siamo, sugli atteggiamenti che assumiamo.Pretendiamo che il nostro collega sia più gentile con noi, quando magari siamo i primi ad essere poco amichevoli, speriamo in un aumento di stipendio ma continuiamo a svolgere il nostro lavoro distrattamente, senza enfasi, senza un vero interesse, lamentandoci in continuazione. Se osserviamo in profondità la nostra vita, potremmo ben vedere che siamo noi ad averla creata, che ci piaccia o no.

Quando parlo di crescita personale, non parlo di piccoli sforzi, parlo di un vero interesse nel volersi migliorare, nel voler essere una persona nuova, ma lo si deve voler veramente.

Prendi una decisione che continuerai ad alimentare tutti i giorni: vai in direzione di un tuo profondo e deciso cambiamento. Smettila di lamentarti e di dare colpe all’esterno, non ergerti a vittima in balia degli eventi, devi diventare padrone di te stesso, padrone della tua vita.

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